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Crollo FTX: il colpo dei SIM swapper da 400 milioni di dollari

Intrighi tecnologici e ingegneria sociale: la rivelazione sconcertante dietro il furto a FTX

Una banda di SIM swapper ha rubato 400 milioni di dollari in criptovalute dall'exchange FTX, utilizzando una SIM clonata. Tre sospettati principali hanno usato tecniche di riciclaggio per nascondere il furto.

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In un'intricata vicenda degna di un thriller televisivo, è emersa la responsabilità di una banda di SIM swapper nell'incredibile furto di 400 milioni di dollari in criptovalute dall'exchange FTX, crollato in seguito a pratiche gestionali discutibili. L'analisi condotta da Elliptic, specializzata in sicurezza e compliance nel settore delle criptovalute, ha svelato che dietro al colpo non vi sono cybercriminali provenienti dall'est europeo, né membri interni all'organizzazione, ma truffatori specializzati nel clonare SIM per azioni fraudolente.

Il momento critico del furto e l'investigazione

Il furto è stato attuato nella notte tra l'11 e il 12 novembre 2022, proprio quando FTX annunciava il proprio default finanziario. Alle prime luci dell'inizio delle indagini, si era supposto un potenziale coinvolgimento interno o di criminalità informatica legata a gruppi russi, ipotesi queste presto scartate. Secondo documenti di corte, il colpo è stato portato a segno da cittadini americani, ora al centro di un processo per il furto su larga scala delle criptovalute dell'exchange.

Meccanismo e sospettati del colossale furto

Tre sono i sospettati principali: Robert Powell, Emily Hernandez e Carter Rohn, accusati di aver clonato decine di SIM. Nel dettaglio, Hernandez avrebbe frodato un negozio AT&T per ottenere il controllo di una linea telefonica di un impiegato FTX, usando un documento d'identità falso. Questa azione ha permesso a Powell, presumibilmente il leader del gruppo, di accedere ai wallet digitali di FTX mediante l'uso della SIM clonata, sottraendo così gli asset criptografici.

L'occultamento dei fondi e le attività di riciclaggio

L'entità dei fondi sottratti raggiunge, secondo le stime di Elliptic, 477 milioni di dollari. I criminali hanno poi mosso le criptovalute attraverso servizi di miscelazione come ChipMixer, rendendo quasi impossibile tracciarne l'origine. Rimanendo incerti i dettagli su un eventuale recupero del bottino, l'indagine sull'attività fraudolenta ha rivelato la complessità e l'audacia dei metodi di riciclaggio delle criptovalute.

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03/02/2024 11:37

Editorial AI

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