Riconoscimento facciale in Italia: prorogato il blocco fino al 2025
Il Senato italiano conferma l'estensione del divieto, offrendo un periodo di riflessione più lungo per valutare le implicazioni dell'intelligenza artificiale sulla privacy e la sicurezza nazionale
Il Senato italiano ha recentemente dato il suo assenso, a seguito dell'approvazione della Camera, alla proroga del divieto del riconoscimento facciale nel Paese fino al 2025. "Da oggi la moratoria sull’utilizzo delle tecnologie di riconoscimento facciale durerà fino al 2025“, afferma il senatore PD Filippo Sensi, precedentemente impegnato nella questione dell'intelligenza artificiale. Questa estensione temporale rafforza il divieto sull'installazione di strumenti di sorveglianza biometrica nei luoghi pubblici, come gli ospedali, le stazioni e i centri commerciali, un'idea che era stata precedentemente proposta dal Ministro dell'Interno Piantedosi.
Il significato della proroga
La proroga del divieto fino al 2025 offre un periodo di riflessione più lungo per dibattere sulla questione dell'intelligenza artificiale in Europa. Questa estensione consente una maggiore valutazione della legislazione europea, che vieta espressamente l'uso del riconoscimento facciale. "Grazie al lavoro fatto da Marianna Madia e Lia Quartapelle alla Camera non si torna al Far West, si resta in Europa. E si evita una deriva che qualcuno al governo aveva carezzato sui giornali, contrabbandando controllo con sicurezza“, continua Sensi. L'AI Act europeo prevede un'unica eccezione per il riconoscimento facciale quando la sicurezza nazionale è in gioco.
Dettagli del divieto
Negli ultimi mesi, alcuni sindaci avevano tentato di installare sistemi di videosorveglianza con riconoscimento facciale nelle loro città, incontrando però la resistenza del Garante della Privacy. Il divieto proibisce l'installazione di tali sistemi in luoghi pubblici, negozi o cartelloni pubblicitari, senza eccezioni, a meno che non siano utilizzati dall'autorità giudiziaria o dal pubblico ministero nell'esercizio delle loro funzioni giurisdizionali.
La visione futura
Questa proroga ora mette l'opposizione nella posizione di voler sapere di più, sollevando domande non solo sui diritti civili, ma anche sull'efficienza e l'efficacia di queste tecnologie. È importante capire se esistono altri software in uso e quali aziende stiano implementando questa tecnologia. Claudio Telmon sottolinea che questi sistemi rappresentano importanti cambiamenti strategici che comportano rischi significativi e non devono essere minimizzati come semplici "evoluzioni tecnologiche". Nel frattempo, l'Italia ha deciso di estendere la moratoria sul riconoscimento facciale per altri due anni, mentre l'Unione Europea lavora per stabilire una normativa che possa regolare l'uso di questi sistemi senza compromettere la libertà individuale o minare la sicurezza nazionale.
Seguici su Facebook per altre pillole come questa29/06/2023 10:13
Marco Verro